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La mobilità delle Vertebre d
12 febbraio 2014
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Lunedì 25 e martedì 26 Novembre 2013
La mobilità delle Vertebre d

Liberare il diaframma significa ridurre le contrazioni anteriori e circostanti (delle parti molli) che impediscono la mobilità alla zona d. ricordiamo che la mobilità centrale procede per trasmissione di un impulso in stato di inerzia, quindi secondo un processo simile alla trasmissione di un  impulso elettrico. Se un a sola parte è bloccata blocca tutto il sistema. La centralità è una coinvolgimento incondizionato delle parti, è un sincronismo. Quindi basta una sola parte a inficiare il tutto. Il pesante blocco della zona d impedisce... [continua]
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Il Rapporto Diaframma/piedi
27 gennaio 2014
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18 Novembre 2013
Il Rapporto Diaframma-Piedi

Perché il diaframma torni veramente in asse abbiamo bisogno che si effettui l'effetto Eddy Murphy, ovvero avere la sensazione che lo stomaco di poggi direttamente sul centro dei piedi. Come se non avessimo più le gambe, le ginocchia e... meglio ancora se non ci sentiamo più il bacino. Allo stesso tempo dovrei sentire le braccia appese alle spalle come quelle di una bambola di pezza.
Questo ci assicura che la parte alta non “ufeggi” più e che il peso del corpo dalla gabbia toracica in su torni a caricare... [continua]
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oh quanti bei soldoni madama do re... li faccio con lo yoga
17 ottobre 2013
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Qual è la differenza tra un milanese e il resto degli italiani? Il costo esorbitante dei beni di prima necessità con cui deve misurarsi: dalla pizza, agli affitti, ai trasporti. Persino per entrare in macchina in centro, bisogna pagare 5 euro.

Una mia cara amica ha deciso dopo anni di tornare a vivere nel suo paese di origine, vicino a Genova. Una delle cose più commoventi di questo rientro è stata che con amici è andata a prendere un aperitivo e hanno pagato 19 euro in sei. A Milano, mediamente si pagano 7 euro a testa.... [continua]
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La parte posteriore bassa del bacino
05 marzo 2013
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8 Gennaio 2013
La parte posteriore bassa del bacino
C'è presente una persona completamente nuova quindi parto con un'introduzione generale sul lavoro. Il processo di Balavidya sarà quello di portare i praticanti da omino b a omino a. L'omino b è detto nella nota “deficitario”, cioè mancante di “tonicità muscolare” ma non è esattamente così. In realtà ci soni due tipi di muscoli, che sono il sostegno, la parte viva e modificabile, quindi “dipendente dalla nostra volontà”, delle ossa. Le ossa sono dure, ma non possono presiedere al movimento. Da sole, quindi, non possono sostenersi, sono pesanti... [continua]
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Braccia "allo spiedo" e Impasto
09 gennaio 2013
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22 Ottobre 2012
Le braccia allo spiedo e Impasto delle braccia
In queste lezioni abbiamo affrontato il tema delle mobilità interna delle braccia. Proponendo il semplice esercizio delle braccia allo spiedo ho notato che gli allievi in realtà non attivavano in allungamento la massa interna, ma al contrario, ruotavano l'omero facendo forza su avambraccio e spalla, ma senza “plasmare” e quindi distendere, assottigliare a far scorrere il muscolo in profondità, unica vera rieducazione di questa parte, e della mobilità generale. Insomma nonostante gli esercizi di percezione, pur avendo imparato a percepire i muscoli interni delle braccia, continuavano... [continua]
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Il Rilasciamento delle braccia
23 ottobre 2012
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Lunedì 8 e Martedì 9 Novembre
Premessa:
Oggi affrontiamo il tema dell'abbandono dell'omero. Sembra strano, ma il braccio può recuperare tutta la sua forza solo se sensorialmente viene rilasciato. Sensorialmente significa realmente, non con un superficiale stretching che dà l'illusione di allungare il braccio, ma che all'interno del sistema in realtà si attiva in contrazione. Se il muscolo esterno del braccio e di conseguenza la spalla si rilasciano il braccio ritrova il suo sostegno centrale e il suo collegamento elastico al resto del corpo. Ieri sera ho paragonato l'elasticità alla corrente elettrica o al suono. E' una... [continua]
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La Tridimensionalità delle braccia
10 ottobre 2012
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Lunedì 1 ottobre 2012
procediamo con lo studio delle Braccia.
Iniziamo la lezione insegnano ai partecipanti a praticare da sé, il training di percezione dei muscoli profondi delle braccia pinzando il muscolo, staccando l'osso e distendendo l'omero, nelle quatto parti del braccio.
Superiore, inferiore, anteriore e posteriore

le tappe sono:
porto un braccio all'orizzontale col dorso della mano rivolta verso il soffitto
senza ruotare il petto mi pinzo il muscolo interno all'altezza del gomito
mando in direzione opposta l'osso fino a sentire lo spazio
ruoto il dorso della mano verso l'esterno
tengo ben salda la presa del muscolo e... [continua]
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I muscoli interni delle braccia: come percepirli
03 ottobre 2012
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Appunti Lezioni 2013
I muscoli profondi delle braccia

Sequenza uno
-) Percezione dei muscoli interni delle braccia in coppia
in posizione della Shakti (braccio all'orizzontale) uno pinza il muscolo dell'omero da sopra e l'altro lascia andare l'osso sotto per individuare i buco tra osso e muscolo. Questo è il muscolo interno, quello che dovremo andare a percepire e tonificare in questo trimestre. Si muove per scorrimento e assottigliamento. Facciamo rilasciare il braccio e l'operatore osserva la differenza.

-) Ripetiamo con la parte inferiore più ipotonica, su tutta la lunghezza, dal gomito, risalendo alla spalla. Facciamo percepire anche questo. [continua]
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