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La Rotazione della Bambola e il Punto Tanga
16 giugno 2014
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Individuazione del punto bambola
Lo individuo. Lo premo per testarne spugne o mangrovie e alla stessa profondità faccio passare tutto il lato del corpo. Prima un lato poi l'altro
Lo faccio respirare

Training del punto spillo
Da punto bambola disegno la cresta iliaca più volte. Il punto spillo è la prima parte anteriore dopo la curva.
Lo faccio respirare
Porto il punto spillo in asse col punto bambola, il perno della dotazione è il pube. Da fuori il bacino deve restare immobile la rotazione è solo interna a discapito di cavi e mangrovie.

Training di Superman, lo faccio provare con le dita nel punto bambola che si deve allungare
Lo faccio riprovare con le mani nel punto spillo che me lo ruotano in rotazione della bambola mentre salgo

Lo faccio provare a tre cin uno sul diaframma pelvico e l'altro nel punto tanga che mi permettono al bacino di spostarsi esternamente per costringerlo a trovare la rotazione interna e a stirare i coscioni.

Conosciamo il punto tanga.
Prima ne mostro il disegno, si tratta di un rombo al di sopra del buchino.
Faccio lavorare a coppie: uno si sdraia a terra sulla pancia con un cuscino sotto all'addome per mantenere la rotazione della bambola. L'aiuto prima preme sullo ziguratt, verso la terra e la cavia, inspirando, respinge. Poi faccio pinzare la pelle che ricopre il rombo e all'inspiro la cavia apre come una fisarmonica le vertebrine.
Per far ritrovare la stessa qualità respiratoria, in piedi, faccio mettere una persona dietro a spingere la cavia sul coccige e e una davanti a impedirgli di scappare in avanti perdendo il punto fermo.

In piedi, faccio sentire l'effetto camminata.

In piedi ripetiamo il movimento di superman tenendo la mano di controllo sul coccige per assicurarci che ci sia la fisarmonica

Ripeto il training della rotazione della bambola a tre.

Superman e rotazione della bambola a muro, con due cuscini, uno tra il punto tanga e il muro, altri per compensare il buca tra zona dorsale e cervicale e il muro. Piedi paralleli e forti ginocchia leggermente flesse.
Appoggio e premo al muro il punto tanga e ruoto con le mani il punto spillo verso il punto bambola.
Uso il pavimento come una dima, come ho fatto prima con l'aiuto.

Respirazione diaframmatica pelvica e addominale.
Quando si effettua la rotazione della bambola, siccome non abbiamo lunghezza ma siamo avvolti da una coltre di mangrovie, ce la facciamo a malapena a accennare il movimento ma non abbiamo abbastanza elasticità per poi respirare.
Dobbiamo per forza andare a analizzare in separata sede la respirazione diaframmatica pelvica, sia per conoscerla che per dare ulteriore lunghezza alla parte.
Iniziamo da sdraiati con il cuscino di supporto sotto il punto tanga, che deve far sì che il bacino debba restar più alto delle gambe.

Si lavora in coppia.
Prima l'aiuto trova il diaframma pelvico della cavia e lo preme con le quattro dita. Cavia inspira e respinge, quando la respirazione in questo punto è attivata, si procede salendo di centimetro in  centimetro fino all'ombelico.

Ci si scambia poi si ripete in piedi. Da soli a due o a tre. Prima uno tiene freno il punto tanga e l'altro preme.

Poi si ripete sul training di superman a muro.

Distensione dei muscoli addominali anteriori e bassi.

Charlot in tre fasi da soli o in coppia o a tre.
La cavia apre uno dei due piedi a 45 gradi ruotando con il piede pesato e mantenendo il peso 50 e 50.
Uno dei due aiuti tiene fermo il punto tanga, se ce n'è un altro gli tiene prima ferme le anche lateralmente, poi gli preme l'addome.
Si mantene respirando.
Nel caso si pratichi da soli ci si assicura
1) che il punto bambola sul lato delle gamba che ruota si allunghi
2) che il punto spillo sul lato della gamba che ruota ruoti
3) che si apra la fisarmonica

Si mantiene, si ascolta, si cammina, si ripete tutto dall'altra parte e con tutte e due le gambe.

Fenicottero
Si può ripetere a due (con mano sul tanga) a tre (con mano sul tanga e sul diaframma pelvico), da soli controllando i tre punti come nell'esercizio precedente.
Si mantiene e si ritorna; si ascolta, si cammina, si ripete tutto sull'altro lato.

Apsara
La stessa cosa ma una volta sollevata la gamba, senza perder la vicinanza conquistata tra petto e ginocchia si apre lateralmente la gamba flessa, tenendo il bacino ben centrale, il punto spillo ruotato e aprendo all'esterno.
Da soli, poi a due e a tre. Importante è la pressione del punto tanga in avanti, per far aprire gli ingranaggi.

La variante dell'Apsara su tutte e due le gambe può esser solo fatta a terra e si chiama la farfalla.
Ritorniamo a sdraiarci cin il cuscino di supporto sotto al punto tanga.
Prima fase fletto piedi a martello senza richiuder il bacino (senza perdere rotazione della bambola a terra)
2) apro uno dei due piedi mantenendolo flesso a martello e, rotolando il femore a terra senza flettere il ginocchio, in modo che questo guardi verso l'esterno. Il punto spillo ruota.
3) il punto spillo continua a ruotare e mi riporta l'incavo del ginocchio a terra.
Dinamico poi statico, con l'altra gamba con tutte e due.
Mantenendo quella rotazione, fletto le ginocchia per andare a unire la pianta dei piedi e risalgo coi talloni uniti verso il perineo.
Il punto tanga deve restare a aderire a terra e il punto spillo deve continuare a ruotare.
Espirando mantengo il bacino aperto e faccio ridiscendere i piedi e riallungo le gambe. Ripeto più vv poi mantengo riprendendo a respirazione diaframmatica pelvica e addominale.
Risalgo ascolto  
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