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La Funzione Posturale dell'addome
16 giugno 2014
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La funzione posturale dell'addome
Introduzione sulla funzione dei muscoli addominali esterni e interni sulla postura e soprattutto sull'assesto del bacino.
In questo quadrimestre ci occuperemo delle parte anteriore del bacino.
Come ben dice la parola il bacino è proprio un “bacino”, ovvero una conca che invece di avere la convessità in basso, ce l'ha spostata in verticale e lievemente inclinata verso l'alto. Per capirci dobbiamo pensare a una di quelle poltrone anni settanta bianche , a sezione di sfera, questa conca semiverticale contiene anziché acqua, addome e muscoli, quindi solo parti molli. La parte posteriore e laterale è ossea, mentre quelle anteriore è appunto mole in quanto elastica. Il motivo è ovvio. Si per permettere la mobilità, sia perché le viscere contengono il bolo alimentare e quindi devono potersi gonfiare e espandere, e poi ritrarre. Ma ancor più per quanto riguarda le donne, per permettere l'espansione del ventre durante la gravidanza.
Dunque i vantaggi di tale elasticità dovrebbe superare gli svantaggi e queste avverrebbe, se il bacino fosse in asse, come previsto dalla natura e se i muscoli dell'addome fossero tonici. Tonici significa elastici, ma sostenuti: non contratti né lassi.
Il bacino a livello posturale – e ce ne accorgiamo tutti, visto che accusiamo disagi di varia natura – è già difficile da gestire in sé, per la sua conformazione, ma la situazione è ancor più aggravata dal fatto che passando fin dall'infanzia molte ore seduti, la sua inclinazione si “perverte” collassando o in  avanti o indietro.
Prendiamo come esempio lo schemino della dispensa sui muscoli interni delle gambe: se guardando il corpo di profilo anche femori tibie/peroni sono perpendicolari a terra e piedi, il peso del tronco e della colonna soprastante si scarica a terra senza alcun problema. Se sempre guardando di profilo il corpo la linea del bacino è diagonale inclinata in avanti o indietro, il peso del tronco non può sfogare a terra e si ferma in perte sulla zona lombare (che elabora strategie diverse per difendersi) in parte sulle cosce, in parte sulle ginocchia e sulle caviglie. Alcune persone compensano anche contraendo il diaframma e “spingendo” lo sterno verso l'alto.
Ma c'è anche una “difficoltà” strutturale intrinseca: il bacino è appeso a una parte di colonna totalmente libera da vincoli. Se pensate a uno scheletro è la parte che va dalla fine delle gabbia toracica alle ossa iliache. Questa è un fil di ferro libero. Insieme al tratto cervicale, infatti, quello lombare è quello che possiede maggior gradi di libertà. Ma proprio per questo è anche la più fragile. Non a caso i danni si accusano spesso nel tratto lombare e in quello cervicale. La natura prevederebbe dunque che la libertà di queste parto fosse compensata da un a gran forza posturale dei muscoli interni.

Per quanto riguarda la parte da noi presa in esame, l'addome, la forza posturale della colonna che lo sostiene è inficiata dai danni derivanti dalla vita sedentaria. I muscoli non solo interni e posturali, ma anche quelli più esterni della pancia per capirci, dovrebbero concorrere a mantenere il bacino in posizione corretta. Ma per fare questo dovrebbero essere distesi, e elastici, cioè tonici. Sappiamo che la tonici in natura non viene mantenuta dal fare esercizi a parte, ma dal rapporta che ha questa parte con la gravità, che è l'unico vero esercizio costante e gratuito del nostro corpo. Quindi una scorretta inclinazione anche minima di una parte ne cambia la tonicità, per accumulo.
Il nostro addome quindi, se il bacino è inclinato scorrettamente, viene inclinato verso il pavimento e la gravità diventa come una specie di mungitrice che continua a tirare le fibre verso il basso rendendole lasse e ipotoniche. Con conseguenze sia dal punto di vista estetico che funzionale. Il bacino oltre a gonfiarsi non avrà mai la forza tamponante di tornare al suo posto. Un bacino inclinato scorrettamente, inoltre, spinge le viscere a fare il loro lavoro in un asse sbagliata con la gravità, quindi “in salita”. La funzionalità degli organi ne risente e può accadere che l'addome si gonfi ulteriormente per questa ragione.

Il nostro progetto sarà dunque quello di riprenderci la tonicità muscolare esterna e interna anteriore, iniziando con la rotazione del bacino in posizione corretta.
Abbiamo battezzato questa rotazione

Rotazione della bambola

progetto tutt'altro che facile che richiederà tutti e quattro i mesi di lavoro, in quanto richiederà:
-) la conoscenza teorica, sensoriale e meccanica delle articolazioni interne della parte in esame;
-) il riconoscimento e la capacità motoria interna concreta di tali articolazioni,
-) l'attenuazione delle masse esterne che ricoprono, proteggono e vincolano la situazione attuale dello parte in esame, dovute ai danni delle vita sedentaria e dell'uso periferico del corpo (coscioni, fianconi, ziguratt, gommoni e carte veline sacro-coccigee);

le articolazioni sono:
-) la sinfisi pubica: che permette di ruotare internamente il bacino, senza spostare petto anche e zona lombare (quella rotazione di superman che abbiamo fatto con una persona che tiene ferma la pancia della cavia e un'altra le tiene fermo il punto tanga – detta rotazione dell'addome in vetrina)
-) Il punto bambola; non si tratta di una vera e propria articolazione ma di una spia articolare cioè di un punto da tenere ben presente per essere certi che l'articolazione profonda si stia attivando. Si tratta del punto più alto della cresta iliaca che dovrebbe ruotare indietro e verso l'alto, quando la sinfisi pubica ruota, ischi e sacroiliaca si aprono;
-) Il punto spillo; come sopra è una spia articolare, si trova nella prima parte anteriore dell'osso iliaco e dovrebbe ruotare verso il punto bambola e aprirsi lateralmente per permettere all'addome di distendersi e ritrovare tonicità;
-) la prima vertebra lombare (o l'ultima); in Balavidya non si classifica il corpo secondo i principi anatomici e fisiologici, bensì dal punto di vista meccanico e di forze. Quindi se questa vertebra secondo l'anatomia fa parte della colonna o rachide lombare, in Balavidya fa parte del sistema bacino, in quanto gioca un ruolo statico importante. Questa vertebra è importante in quanto punto di snodo delle forze che intercorrono tra bacino e colonna, in pratica è uno di quei punti in cui le forze da verticali si fanno orizzontali o viceversa, quindi un punto aperto e di rischio, come il capitello o il basamento della colonna. In edilizia vengono infatti rinforzati. La vertebra basamento è uno dei punti più rischiosi perché è il coacervo di forze giuste e sbagliate che si scaricano dal tronco sul bacino. Nell'uomo, intendo maschio, data la sua diversa conformazione del bacino, questa vertebra è u minimo protetta dalle creste iliache più alte che le fanno un po' da “ponteggio”. Nel bacino femminile, che deve restare più elastico per la gravidanza e il parto, questa vertebra è completamente libera e esposta. Quindi il bacino femminile è molto più instabile e delicato. Occorre un'attenzione e un lavoro di rieducazione più paziente.
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